Simulatore Forfettario vs Ordinario 2026
Confronta quanto ti resta in tasca con il regime forfettario e con l’ordinario, e scopri sopra quale livello di spese conviene cambiare
Regole fiscali e contributive 2026 · Aggiornato a ottobre 2026 · A cura di Andrea Picone
| Voce (€ / anno) | Forfettario | Ordinario |
|---|
*Stima su regole 2026: imposta sostitutiva 15% o 5%, IRPEF 23% / 33% / 43%, detrazione per lavoro autonomo (art. 13 TUIR), contributi Gestione Separata 26,07% o 24% (circolare INPS 8/2026), addizionali regionali 2026. Non considera IVA, altri redditi, detrazioni per familiari, oneri deducibili e flat tax incrementale. Per scegliere il regime rivolgiti al tuo commercialista.
Come funziona il confronto tra forfettario e ordinario
Nel regime forfettario le spese reali non contano: il reddito si calcola applicando al fatturato il coefficiente di redditività della tua attività. Su quel reddito, dopo aver dedotto i contributi, paghi un’imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni di una nuova attività), senza addizionali e senza IVA in fattura.
Nel regime ordinario il reddito è il fatturato meno le spese reali. Dopo i contributi si applicano l’IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre), la detrazione per lavoro autonomo e le addizionali regionale e comunale.
Le spese reali le paghi comunque in entrambi i casi: per questo il calcolatore le sottrae dal netto anche nel forfettario. La domanda vera è se le spese che puoi dedurre nell’ordinario valgono di più dello sconto fiscale del forfettario. Il dato “spese di pareggio” ti dice a quale livello di spese i due regimi si equivalgono.
Le soglie del forfettario nel 2026
- 85.000 € di ricavi o compensi: è il limite per restare nel forfettario. Se lo superi senza passare 100.000 €, esci dall’anno successivo.
- 100.000 €: se li superi durante l’anno esci subito, e dall’incasso che fa superare la soglia applichi IVA e regime ordinario.
- 20.000 € di spese per dipendenti e collaboratori: oltre non puoi applicare il forfettario.
- 35.000 € di reddito da lavoro dipendente o pensione nell’anno precedente: oltre, il forfettario è escluso (salvo che il rapporto sia cessato).
Esempio pratico: consulente con 60.000 € di fatturato
Un consulente in Lombardia, coefficiente 78%, Gestione Separata, 8.000 € di spese reali l’anno.
*Valori indicativi 2026, addizionale comunale 0,8%.
Domande frequenti
Quando conviene il regime forfettario?
Quasi sempre quando le spese reali sono basse rispetto a quelle che il coefficiente ti riconosce in automatico. Con il 78% il forfettario considera spese pari al 22% del fatturato: se le tue sono molto inferiori, il forfettario è quasi imbattibile. Conviene l’ordinario solo con spese molto alte o se superi le soglie.
Nel forfettario i contributi si deducono?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario si deducono dal reddito prima dell’IRPEF.
La soglia del forfettario è 85.000 o 100.000 euro?
Sono due soglie diverse. 85.000 € è il limite di ricavi per restare nel regime: superarlo ti fa uscire dall’anno dopo. 100.000 € è il limite oltre il quale esci subito, nello stesso anno.
Cosa cambia per l’IVA?
Nel forfettario non addebiti l’IVA e non la detrai sugli acquisti. Nell’ordinario la addebiti ai clienti e detrai quella sugli acquisti. Per i clienti privati, che non detraggono l’IVA, il forfettario ti rende più competitivo sul prezzo: questo vantaggio non è incluso nel calcolo.
Quali coefficienti di redditività esistono?
40% per commercio, alberghi e ristoranti; 54% per commercio ambulante di prodotti non alimentari; 62% per gli intermediari del commercio; 67% per le altre attività economiche; 78% per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e servizi finanziari; 86% per costruzioni e attività immobiliari.