Calcolo Ritenuta d’Acconto 2026: dal lordo al netto e dal netto al lordo
Fattura o ricevuta completa con ritenuta del 20%, rivalsa INPS 4%, cassa, IVA e marca da bollo: per professionisti, forfettari, prestazioni occasionali e agenti
Regole 2026 · Aggiornato a ottobre 2026 · A cura di Andrea Picone
| Voce del documento | Come si calcola | € |
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*Stima indicativa. Ritenuta del 20% sui compensi di lavoro autonomo e occasionale (art. 25 DPR 600/1973), del 23% sul 50% o 20% delle provvigioni degli agenti (art. 25-bis). La marca da bollo di 2 € è dovuta sui documenti senza IVA oltre 77,47 €. La ritenuta è un acconto: la recuperi nella dichiarazione dei redditi.
Come si calcola la ritenuta d’acconto nel 2026
La ritenuta d’acconto è una parte del compenso che il cliente trattiene e versa allo Stato al posto tuo, con l’F24 entro il 16 del mese dopo il pagamento. Non è un costo in più: è un anticipo delle tue imposte, che recuperi nella dichiarazione dei redditi.
- Professionisti in regime ordinario: 20% del compenso più l’eventuale rivalsa INPS del 4%. Il contributo integrativo delle casse professionali e l’IVA non sono soggetti a ritenuta.
- Prestazioni occasionali: 20% del compenso lordo, se il cliente è un’azienda o un professionista. Sopra 77,47 € serve la marca da bollo da 2 €.
- Forfettari: nessuna ritenuta e nessuna IVA, se in fattura indichi la dicitura di esonero.
- Agenti di commercio: 23% calcolato sul 50% delle provvigioni (sul 20% se l’agente ha dipendenti o collaboratori).
Con il pulsante “Voglio incassare un netto” il calcolatore fa il percorso inverso: parte dal netto che vuoi ricevere e ti dice quale compenso lordo indicare in fattura o in ricevuta.
Esempi pratici
Domande frequenti
La ritenuta d’acconto si calcola anche sull’IVA?
No. La ritenuta si calcola solo sul compenso e sulla rivalsa INPS del 4%, mai sull’IVA e mai sul contributo integrativo delle casse professionali.
Chi non applica la ritenuta d’acconto?
I privati, che non sono sostituti d’imposta, e chi paga un professionista in regime forfettario. In questi casi il compenso si incassa per intero e le imposte si pagano poi in dichiarazione.
Come calcolo il lordo partendo dal netto?
Per una prestazione occasionale si divide il netto per 0,80: per incassare 800 € netti il compenso lordo è 1.000 €. Per una fattura di un professionista con rivalsa INPS e IVA il calcolo è più complesso: usa il pulsante “Voglio incassare un netto”.
Chi paga la marca da bollo da 2 euro?
È dovuta da chi emette il documento, ma può essere addebitata al cliente indicandola nella fattura o nella ricevuta. Si applica sui documenti senza IVA sopra 77,47 €, quindi su forfettari e prestazioni occasionali.
La prestazione occasionale paga anche l’INPS?
Solo sulla parte dei compensi annui che supera 5.000 €: si paga alla Gestione Separata, con un terzo a carico tuo e due terzi del committente. Puoi calcolarlo con il calcolatore INPS Gestione Separata.
Come recupero la ritenuta?
Il cliente ti rilascia la Certificazione Unica con le ritenute versate. Nella dichiarazione dei redditi le sottrai dall’IRPEF dovuta: se hai pagato più del necessario, la differenza ti viene rimborsata o la usi in compensazione.