🏠 Simulatore Addizionali Regionali e Comunali IRPEF 2026
Calcola quanto paghi di addizionale regionale e comunale IRPEF: inserisci il tuo reddito imponibile, la regione e il comune per ottenere l’importo esatto trattenuto in busta paga.
📋 Dettaglio calcolo
🇮🇹 Confronto tra tutte le regioni — stesso reddito
Quanto pagheresti di addizionale regionale con lo stesso reddito in ogni regione d’Italia (esclusa addizionale comunale).
| Regione | Aliquota | Addiz. annua | Mensile |
|---|
Cos’è l’addizionale regionale IRPEF
L’addizionale regionale IRPEF è un’imposta aggiuntiva all’IRPEF stabilita da ogni Regione italiana. Si calcola applicando un’aliquota al reddito imponibile IRPEF (non all’imposta IRPEF stessa). Nel 2026 le aliquote variano dallo 1,23% (aliquota minima nazionale, applicata da alcune regioni) fino a oltre il 3,33% nelle regioni con piani di rientro sanitario come Campania e Calabria.
Per i lavoratori dipendenti viene trattenuta in busta paga: il saldo dell’anno precedente viene trattenuto in 11 rate da gennaio a novembre, mentre a novembre viene trattenuto anche l’acconto per l’anno in corso (pari al 30% dell’addizionale dovuta).
Cos’è l’addizionale comunale IRPEF
L’addizionale comunale IRPEF è deliberata annualmente da ogni Comune italiano. Il limite massimo è 0,80% del reddito imponibile. I Comuni possono anche prevedere una soglia di esenzione (redditi sotto una certa soglia non pagano l’addizionale) o aliquote progressive per scaglioni.
Non tutti i Comuni applicano l’aliquota massima: molti capoluoghi si fermano allo 0,50%-0,60%, mentre alcuni piccoli comuni applicano aliquote inferiori o zero. I Comuni in deficit finanziario tendono ad applicare l’aliquota massima dello 0,80%.
Esempio pratico
Dipendente con reddito imponibile IRPEF di 35.000 €, residente a Roma (Lazio):
*Valori indicativi 2026. Le delibere comunali possono variare ogni anno.
Domande frequenti
Come si calcola l’addizionale regionale IRPEF?
La formula è semplice: Reddito imponibile IRPEF × Aliquota regionale = Addizionale regionale. L’aliquota si applica all’intero reddito imponibile (non solo alla parte eccedente, come accade con le aliquote IRPEF per scaglioni). Alcune regioni hanno introdotto aliquote progressive per scaglioni di reddito — in questo caso il calcolo è leggermente più complesso.
Quando viene trattenuta in busta paga?
Per i dipendenti il meccanismo è sfasato di un anno: nel 2026 si trattiene il saldo dell’addizionale 2025 in 11 rate mensili (gennaio–novembre) e a novembre anche l’acconto 2026 pari al 30% dell’addizionale stimata. Il datore di lavoro calcola automaticamente l’importo sulla base del CUD/CU dell’anno precedente.
Quali regioni pagano di più?
Le regioni con le aliquote più alte nel 2026 sono quelle sottoposte a Piano di Rientro sanitario: Campania (2,03% base + maggiorazione), Calabria, Lazio (1,73%). Le regioni a statuto speciale come Valle d’Aosta e alcune Province Autonome applicano aliquote più basse. La Sardegna ha eliminato l’addizionale regionale per i redditi più bassi.
L’addizionale si paga anche in regime forfettario?
No. Chi aderisce al regime forfettario non paga IRPEF ordinaria ma un’imposta sostitutiva del 5% o 15%. Poiché l’addizionale regionale e comunale si calcola sull’IRPEF, i forfettari non devono pagare queste addizionali sul reddito d’impresa. Attenzione: se hanno anche redditi da lavoro dipendente, quei redditi restano soggetti alle addizionali.
Posso scaricare le addizionali dalla dichiarazione dei redditi?
No. Le addizionali regionali e comunali non sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF. Sono imposte aggiuntive secche che si sommano all’IRPEF senza possibilità di detrazione o deduzione, salvo specifiche agevolazioni previste da alcune regioni per determinate categorie di reddito.
Come cambiano se mi trasferisco in un’altra regione?
L’addizionale si paga alla regione e al comune dove si era residenti al 1° gennaio dell’anno di imposta. Se ti sei trasferito nel corso del 2025, per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) pagherai le addizionali della regione/comune in cui eri residente il 1° gennaio 2025, non di quello attuale.