Calcolo Regime Forfettario 2026 | Netto in Tasca, Tasse e INPS

Calcolo Regime Forfettario

Calcola il netto in tasca 2026: imposta sostitutiva, contributi INPS e confronto con il regime ordinario

Netto annuo stimato € 0,00
Netto mensile (÷12) € 0,00
Reddito imponibile € 0,00
Contributi INPS € 0,00
Imposta sostitutiva € 0,00
Confronto con il regime ordinario:

Cos’è il Regime Forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato riservato alle persone fisiche con partita IVA individuale che non superano 85.000 € di ricavi o compensi annui. Al posto dell’IRPEF a scaglioni, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP, si versa un’unica imposta sostitutiva, calcolata su un reddito determinato in modo forfettario.

La caratteristica centrale è proprio questa: il reddito imponibile non si ottiene sottraendo i costi reali dai ricavi, ma applicando ai ricavi un coefficiente di redditività fisso, stabilito per legge in base al codice ATECO dell’attività. La parte restante è considerata forfettariamente come costo. Chi è in forfettario non applica l’IVA in fattura, non addebita la rivalsa e, di norma, non subisce né applica la ritenuta d’acconto.

Come si Calcola il Netto

Il calcolo segue una sequenza precisa, ed è importante rispettarne l’ordine perché i contributi previdenziali sono deducibili prima dell’imposta:

  1. Reddito imponibile lordo = Ricavi × Coefficiente di redditività ATECO
  2. Deduzione contributi: dal reddito imponibile si sottraggono i contributi INPS versati
  3. Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi) × 15% (o 5% per le nuove attività)
  4. Netto in tasca = Ricavi − Contributi INPS − Imposta sostitutiva

Il calcolatore in cima alla pagina esegue automaticamente questi passaggi. In media un forfettario trattiene tra il 65% e il 75% del fatturato lordo, ma la percentuale reale dipende soprattutto da due variabili: il coefficiente di redditività del settore e la gestione previdenziale a cui si è iscritti.

Aliquote e Coefficienti 2026

Per il 2026 restano confermate la soglia di 85.000 € e le due aliquote dell’imposta sostitutiva: il 15% ordinario e il 5% agevolato per le nuove attività, applicabile per i primi cinque anni al ricorrere dei requisiti di legge (in particolare non aver esercitato la stessa attività, anche in forma associata, nei tre anni precedenti).

Il coefficiente di redditività varia dal 40% al 86% a seconda del gruppo ATECO. Ecco i principali:

Tipo di attivitàCoefficiente
Costruzioni e attività immobiliari86%
Professionisti e servizi intellettuali78%
Altre attività di servizi67%
Intermediari del commercio62%
Alberghi, bar e ristoranti40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio40%

A parità di fatturato, chi ha un coefficiente più basso (es. commercio 40%) ha un reddito imponibile inferiore e quindi trattiene percentualmente di più, perché sia l’imposta sia i contributi si calcolano su una base più piccola.

I Contributi INPS

Oltre all’imposta sostitutiva, il forfettario versa i contributi previdenziali, che cambiano in base alla gestione di appartenenza (valori indicativi 2026):

  • Gestione Separata (professionisti senza cassa): circa 26,07% sul reddito imponibile, senza minimale fisso, si paga in proporzione a quanto si guadagna.
  • Gestione Artigiani: aliquota circa 24% con contributi fissi minimi annui (intorno ai 4.200 € indicativi), dovuti anche a reddito zero.
  • Gestione Commercianti: aliquota circa 24,48% con contributi fissi minimi analoghi.
  • Casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.): aliquote e minimali propri di ciascuna cassa.

La differenza è sostanziale: chi è iscritto ad Artigiani o Commercianti paga i minimali fissi anche con redditi bassi, mentre la Gestione Separata è proporzionale. Il calcolatore permette di scegliere la gestione per una stima più aderente alla tua situazione.

Esempio Pratico

Consulente con 50.000 € di fatturato, coefficiente 78%, Gestione Separata 26,07%, aliquota startup 5%:

  • Reddito imponibile lordo: 50.000 × 78% = 39.000 €
  • Contributi INPS: 39.000 × 26,07% ≈ 10.167 €
  • Base imposta: 39.000 − 10.167 = 28.833 €
  • Imposta sostitutiva 5%: ≈ 1.442 €
  • Netto annuo: 50.000 − 10.167 − 1.442 ≈ 38.391 € (≈ 77% del fatturato)

Con l’aliquota ordinaria al 15% invece del 5%, l’imposta salirebbe a ≈ 4.325 € e il netto scenderebbe a circa 35.500 €.

Forfettario o Ordinario: Quando Conviene

Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi a chi ha pochi costi reali, perché l’imposta fissa bassa batte l’IRPEF progressiva. Ma non è sempre così: se hai costi elevati (superiori alla quota forfettaria implicita nel coefficiente), l’ordinario può diventare più vantaggioso, perché ti permette di dedurre i costi effettivi e le spese personali (sanitarie, mutuo, ristrutturazioni) che nel forfettario non puoi portare in detrazione.

Altri fattori da considerare: nel forfettario non si applica IVA (vantaggio verso i privati, svantaggio verso le aziende che la recuperano), e la soglia degli 85.000 € va monitorata. Se la superi restando sotto 100.000 € esci dal regime l’anno successivo; se superi 100.000 € l’uscita è immediata con applicazione dell’IVA. Per un confronto più preciso puoi usare anche il simulatore dedicato.

Domande Frequenti

Cos’è il coefficiente di redditività ATECO?

È la percentuale del fatturato che diventa reddito imponibile (es. 78% per i professionisti, 40% per il commercio). Determina la base su cui si calcolano imposta sostitutiva e contributi. Il resto è considerato forfettariamente come costo.

Quando si applica l’aliquota al 5%?

L’aliquota agevolata del 5% vale per le nuove attività, nei primi cinque anni, a condizione di non aver esercitato la stessa attività (anche in forma associata) nei tre anni precedenti e nel rispetto degli altri requisiti di legge. Superato il quinquennio si passa al 15%.

I contributi INPS sono deducibili?

Sì. I contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito imponibile forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo. Sono di fatto l’unico costo deducibile nel forfettario.

Cosa succede se supero 85.000 € di ricavi?

Se superi 85.000 € ma resti sotto 100.000 € rimani in forfettario per l’anno in corso e passi all’ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000 € la fuoriuscita è immediata, con obbligo di applicare l’IVA dall’operazione che ha causato il superamento.

Nel forfettario posso detrarre spese personali?

No. Poiché non versi IRPEF ma un’imposta sostitutiva, non puoi portare in detrazione spese sanitarie, mutuo prima casa, ristrutturazioni o spese scolastiche. È uno degli aspetti da valutare nel confronto con il regime ordinario.

Il forfettario paga l’IRAP?

No, il regime forfettario è esente da IRAP. Si versa solo l’imposta sostitutiva del 15% (o 5%) più i contributi previdenziali INPS o della cassa di appartenenza.

Strumento didattico e gratuito. Non costituisce consulenza fiscale. I calcoli sono stime basate sui parametri 2026 e possono differire dalla liquidazione effettiva. Le aliquote INPS e i minimali sono indicativi. Verifica sempre con il tuo commercialista.